Lo spopolamento tremendo che non deriva solo dalla guerra


La popolazione dell’Ucraina aveva iniziato a diminuire subito dopo l’indipendenza nel 1991. La cosiddetta “spirale della morte” si avvitava in modo inquietante ben prima del 2014, ma dal Maidan in avanti è peggiorata. E il conflitto armato ha ovviamente aggravato la situazione. Ma la mazzata finale, secondo gli studiosi, potrebbe paradossalmente arrivare con la pace. Il governo di Kiev deve cambiare atteggiamento, altrimenti il Paese rimarrà un serbatoio di risorse a buon mercato che i “partner” europei sfrutteranno cinicamente fino all’esaurimento.

“Un accordo di pace terminerebbe la guerra senza mettere fine alla crisi migratoria dell’Ucraina”, asserisce la politologa Kateryna Odarchenko, presidentessa del PolitA Institute for Democracy and Development di Kiev. Milioni di cittadini si sono già insediati in altri Paesi e sono così inseriti che ripartire per l’Ucraina significherebbe buttare via tutto e ricominciare da capo. Ricominciare però in un Paese che non offre nulla, ma che chiede tutto. La voglia di tornare a casa non basta se manca la speranza di un futuro in Patria. Dunque il governo deve poter garantire le condizioni per una casa e per un lavoro dignitoso. Secondo la Odarchenko, l’obiettivo non dovrebbe essere di persuadere ogni ucraino all’estero a ritornare. L’obiettivo dovrebbe essere di rendere il ritorno una scelta realistica.

Per leggere l’articolo completo cliccate su Strumenti Politici.