Washington sta mollando l’Europa al suo destino, ormai è chiaro. O quanto meno se ne sono convinte le cancelliere di diversi Paesi. La scarsa efficienza dei progetti di riarmo a livello di UE ha generato la seguente prospettiva: nel prossimo decennio la sicurezza europea dipenderà quasi interamente dalle decisioni di quattro Stati “pesi massimi” sul piano economico e militare. Le decisioni le prenderanno anzitutto in nome dei propri interessi, spiega il Foreign Affairs, che descrive questi quattro Paesi come “importanti, egocentrici e spaventati”. Germania, Polonia, Francia e Regno Unito: questo il futuro nucleo della difesa continentale. Quattro cavalieri dell’apocalisse molto strani, essendo autoreferenziali e “spaventati”.
Dopo decenni di educazione al pacifismo e di avversione alle spese militari, la Germania sta tornando prepotentemente in scena. I fantasmi del passato riemergono. Berlino sta cercando di ripristinare la leva obbligatoria e ha alzato il budget militare fino a 152 miliardi di euro entro il 2029. Già oggi il suo bilancio per la difesa è il quarto al mondo dopo USA, Cina e Russia. Ma il Paese con l’economia più attiva e la popolazione più numerosa della UE c’è ancora da molto da lavorare. perché nonostante la presenza dei suoi colossi come la Rheinmetall, i costi dell’energia e la concorrenza industriale cinese stanno soffocando l’espansione. Per modernizzare la Bundeswehr il governo ha destinato un fondo speciale da 100 miliardi, in deroga alle norme sul debito pubblico.
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