Apprensione per i droni ucraini caduti nei Paesi Baltici


Nelle ultime settimane sono aumentati i casi di droni ucraini caduti sul territorio dei Paesi settentrionali dell’Unione Europea. Interi, a pezzi o addirittura ancora armati, i velivoli senza pilota di Kiev vengono regolarmente recuperati nei Paesi Baltici e in Finlandia. Oggi però l’Estonia chiede che Kiev non violi più il suo spazio aereo per attaccare la Russia.

Alla fine di marzo l’attacco su larga scala contro i porti russi della regione di San Pietroburgo è stata la causa probabile della caduta di diversi droni ucraini sulle tre Repubbliche baltiche. Tallinn ha comunicato che un drone ha colpito la ciminiera della centrale energetica di Auvere. Le autorità di sicurezza estoni hanno avvertito che incidenti di questo genere sono sempre più probabili. Dal canto suo, il premier Kristen Michal ha scoraggiato dall’illusione di poter “costruire un muro sulla frontiera con la Russia”.

In Lettonia un drone è caduto presso la città di Kraslava vicino al confine con la Bielorussia. Il presidente Edgars Rinkēvičs ha confermato che il velivolo era di Kiev e a questo proposito il ministro della Difesa Andris Spruds ha interrotto la sua visita in Ucraina per ritornare nel Paese. Infine, il ministro degli Esteri della Lituania Kestutis Budrys ha invitato tutti i Paesi a garantire la sicurezza dei cieli e soprattutto ad informare gli altri qualora vedano dei rischi, proprio come fa già la Bielorussia.

Per leggere l’articolo completo cliccate su Strumenti Politici.