Un altro drone ucraino si schianta su un Paese NATO


Il 18 ottobre un drone è entrato nello spazio aereo lituano ed è esploso. Per intercettare l’oggetto, inizialmente non indentificato, si sono alzati in volo due caccia italiani Eurofighter sotto il comando NATO. A causa del cielo nuvoloso i piloti non hanno potuto entrare in pieno contatto visivo con il drone, così non lo hanno identificato né hanno provato ad abbatterlo. Come spiegato dal capo del centro di gestione crisi di Vilnius Vilmantas Vitkauskas, è stato immediatamente lanciato l’allarme. I residenti del centro e del nord del Paese sono quindi stati costretti a cercare in fretta un riparo. L’aeroporto di Kaunas, la seconda città della Lituania per numero di abitanti, è stato chiuso temporaneamente.

Ma oggi il presidente Nauseda interpreta quest’ultimo drone, che ha messo a rischio i civili lituani, come un esempio del rischio di accendere la miccia anche sul fianco orientale dell’Alleanza Atlantica. Kiev ha negato di utilizzare lo spazio aereo dei Paesi NATO per portare attacchi contro obiettivi russi, ma per questo e per altri incidenti si è dovuta scusare. Il Ministero degli Esteri ucraino ha comunque aggiunto che si è probabilmente trattato di un malfunzionamento dovuto ai sistemi di guerra elettronica applicati dai russi, capaci di disturbare la rotta dei velivoli di Kiev. Anche secondo i lituani poteva trattarsi di un drone lanciato dagli ucraini contro San Pietroburgo, che i russi hanno deviato per difendere la città.

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