La scorsa settimana il sindaco di Kiev Vitali Klitschko ha tenuto un discorso al Parlamento ucraino spiegando la preparazione della sua città alla stagione fredda e alla protezione dagli attacchi russi. Ha inoltre accusato il governo di non concedere abbastanza fondi e ha denunciato la scomparsa dei miliardi destinati alla difesa antiaerea. Ma appena due giorni dopo i suoi stessi cittadini sono scesi in piazza per chiederne le dimissioni.
I cittadini intanto alzano i cartelli con scritto “Dimettiti”, “12 anni di irresponsabilità” e soprattutto “Dove sono i rifugi?”. In quattro anni, infatti, il sindaco non ha allestito ripari a sufficienza contro i missili russi. E se ai blackout gli abitanti si sono quasi abituati, oggi fanno fatica ad accettare le interruzioni continue all’acqua corrente. Uno degli organizzatori della protesta, l’attivista Oleksii Hromov, dice che le dimissioni di Klitshcko sarebbero “un segnale positivo” a tutta l’Ucraina sul fatto che i leader delle città debbano espletare i loro doveri.
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