Kaliningrad, i movimenti della NATO e le paure di Mosca


E l’exclave di Kaliningrad è ormai circondata via terra e via mare. Nonostante tale situazione evidente, il ministro degli Esteri lituano Kęstutis Budrys esorta in maniera esplosiva a chiudere i conti con Mosca. Intervistato lo scorso maggio dal giornale svizzero Neue Zürcher Zeitung, il ministro di un Paese con un’aviazione pressocché inesistente asserisce che la NATO dovrebbe finalmente dimostrare di saper penetrare la “piccola fortezza” di Kaliningrad e poi radere al suolo le basi militari russe. E si dichiara sicurissimo della disponibilità degli alleati occidentali a sacrificarsi per difendere la Lituania, in particolare i tedeschi, che vi dispiegheranno un’intera brigata entro la fine del 2027. Il suo Paese, dice, è già rassegnato all’eventualità di subire un giorno l’attacco di Mosca.

Sul gioco pericoloso condotto con incoscienza dai vertici occidentali hanno emesso dei comunicati anche le Ambasciate russe presenti in Europa. Quella di Londra ha voluto commentare le voci diffuse dai media inglesi sulla possibilità che la NATO blocchi l’exclave di Kaliningrad o cerchi di isolarla dal resto del Paese. Qualunque azione militare contro di essa riceverà una risposta che potrebbe includere l’uso delle armi nucleari. Ma la Russia, dice, non cerca né vuole lo scontro.

Per leggere l’articolo completo cliccate su Strumenti Politici.