La NATO sta attraverso una delle peggiori crisi della sua storia. Trump sembra intenzionato seriamente a ritirare gli Stati Uniti dall’Alleanza Atlantica, mentre i membri europei si stanno rassegnando all’idea di fare a meno del grande fratello americano.
I governi europei sono irritati dalla linea del segretario generale Mark Rutte che evita in tutti i modi di criticare gli USA e finge che non vi sia alcun problema fra Washington e Bruxelles. Secondo un funzionario dell’Alleanza, Rutte ha fatto una precisa scelta strategica di mantenere un tono basso a questo riguardo. Tuttavia, al momento la NATO è paralizzata e incapacitata a funzionare regolarmente; anzi, come rivela un funzionario della UE, sta letteralmente cadendo a pezzi e l’Europa non può permettersi di aspettare ad agire dopo che sarà ormai defunta.
Secondo l’Economist, i membri europei stanno perdendo la speranza di riuscire a tenere gli americani dentro la NATO. Stanno quindi discutendo dietro le quinte su come organizzarsi per il day after, quando gli USA avranno tolto il loro ombrello protettivo nucleare e convenzionale dal Vecchio Continente. Allora sì che occorrerà certamente aumentare la spesa statale per la difesa e firmare nuovi accordi di sicurezza. Nel frattempo però non vogliono accontentare Trump in tutte le sue richieste. Persino il Regno Unito ha cercato di defilarsi, negando le basi di Cipro e poi concedendone l’uso a scopi difensivi. Per questa sua presa iniziale di posizione, il premier Starmer si era beccato le battutacce di Trump, che lo aveva definito “certamente non uno Winston Churchill”.
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