Anche senza affidarsi alle voci da dietro le quinte, per cogliere l’irritazione della Casa Bianca è sufficiente leggere quanto posta Trump su Truth. La settimana scorsa ha sgridato i partner europei, colpevoli di non voler partecipare alla sua avventura mediorientale e di lamentarsi pure della sua principale conseguenza, cioè l’aumento del prezzo del petrolio.
Washington non gradisce il fatto di non aver ricevuto supporto nemmeno per sbloccare lo stretto di Hormuz, in cui viaggia il 20% del greggio mondiale. L’Iran ha chiuso il passaggio come ritorsione, ma gli alleati europei potrebbero riaprirlo contribuendo a una manovra militare americana. E invece non lo fanno. Dunque la NATO è solo una “tigre di carta”, scrive Trump, mentre gli europei sono dei “codardi”. E “ce ne ricorderemo”, aggiunge con tono minaccioso.
E allora ecco che in Europa qualcuno prova almeno a farsi vedere utile, come Macron, Starmer e lo stesso segretario generale della NATO Rutte. Da Londra, il premier Starmer ha dato il semaforo verde agli americani per usare le basi britanniche come punto di partenza per colpire le postazioni iraniane che tengono sotto scacco lo stretto di Hormuz.
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