washington vuole formattare la nato


Washington vuole anzitutto che l’Alleanza Atlantica ponga termine alla missione in Iraq. Negli ultimi mesi gli USA hanno anche chiesto la fine delle missioni di peacekeeping in Kosovo. Inoltre si dicono contrari a che Kiev e i partner indo-pacifici partecipino in modo ufficiale al prossimo summit annuale che si terrà a luglio ad Ankara. Tali richieste riflettono il corso intrapreso dalla Casa Bianca verso il ritorno della NATO a un’alleanza strettamente difensiva e di carattere euroatlantico. Ciò implica la rinuncia alla strategia di allargamento applicata da diversi anni, così come alla gestione anticrisi e alle partnership globali e alle iniziative “valoriali”. Sono tutte cose che da tempo infastidiscono il presidente americano e i suoi sostenitori del movimento MAGA.

“Siamo piuttosto preoccupati dai tentativi di terminare la missione”, dice un quinto funzionario di alto livello della NATO, “perché la situazione nei Balcani settentrionali potrebbe inasprirsi rapidamente”. A nome dell’Alleanza dichiara poi che non vi è alcuna tempistica stabilita sia per la missione in Iraq che per il KFOR. E aggiunge che tali missioni sono definite dalle esigenze che vengono regolarmente riconsiderate e corrette secondo lo sviluppo della situazione. Per il momento non è stata presa alcuna decisione di terminare alcuna di queste operazioni. L’inizio e la fine delle missioni deve essere confermata da tutti e 32 i membri, un processo che viene solitamente accompagnato da trattative e campagne di pressione da parte di vari Stati, non soltanto gli USA.

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