Si è appena conclusa a Monaco la 62esima edizione della Conferenza sulla Sicurezza (Munich Security Conference, MSC), come sempre accompagnata da una relazione sullo stato delle cose in questo ambito. Stavolta il tema è l’azione destrutturante dei leader come Trump, che stanno smontando l’ordine post secondo conflitto mondiale.
La relazione del 2026 è infatti intitolata “Under destruction”, con evidente gioco di parole sul contrasto con la consueta espressione “Under construction”. L’ispirazione è il presidente americano, che nel primo anno del suo secondo mandato è riuscito a far tremare dalle fondamenta l’alleanza transatlantica e i rapporti degli USA col proprio continente. Ha infatti minacciato e poi colpito in vari modi l’Iran, la Nigeria e da ultimo il Venezuela, oltre ai ripetuti assalti verbali contro la Colombia e il Messico. Ha dichiarato apertamente di voler annettere la Groenlandia, Panama e il Canada. In pratica di ridisegnare la mappa dell’emisfero occidentale a misura di Washington.
La conseguenza facilmente intuibile è che nell’emisfero orientale potrebbe lasciare mano libera a Russia e Cina per i rispettivi progetti di zone di influenza. Le strutture geopolitiche con cui siamo cresciuti vengono quindi abbattute o modificate con gli scossoni e i colpi di un approccio originale e rinnovatore, ma ambiguo e distruttivo. E per molti anche spaventoso. Per altri invece affascinante ed esaltante, visto il successo che gli esperti dell’MSC riconoscono ai leader sullo stile dell’argentino Javier Milei, che in campagna elettorale come simbolo brandiva addirittura una motosega.
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