LA UE SI INVENTA REGOLE NUOVE PER ALLARGARSI ANCORA


Non tutti gli esponenti dei Paesi europei sono favorevoli a tale approccio di manica larga verso i Paesi-candidati e soprattutto verso l’Ucraina. Uno dei funzionari sentiti da Politico spiega come in linea di principio non sia possibile ragionare su due categoria di Stati membri. Non sarebbe equo non solo verso l’Ucraina, ma verso lo stesso progetto europeo. È la Germania più degli altri a non gradire l’idea di più livelli di membership e teme che ai nuovi Stati non ancora pienamente pronti Bruxelles non possa poi dare quanto promesso. Il cancelliere Merz intanto esclude categoricamente l’accesso dell’Ucraina nel 2027, mentre l’ambasciatore tedesco a Kiev Heiko Thoms chiede di “valutare onestamente” la situazione.

È opportuno far notare come un anno fa gli europeisti ridicolizzassero Budapest per aver detto che la Commissione stava pensando concretamente al modo di far entrare l’Ucraina con una via rapida… oggi quegli stessi politici pensano al modo di influenzare le elezioni per far perdere Orban oppure addirittura a come togliere all’Ungheria il diritto di voto come Paese membro della UE. Lo si potrebbe fare ricorrendo all’articolo 7 del Trattato UE, che riguarda le azioni da intraprendere contro un membro che potrebbe violare i valori fondativi dell’Unione. Proporre già oggi una mossa così radicale compatterebbe il Paese dietro Orban, che avrebbe quindi una carta in più per vincere le elezioni e per ergersi sul piano internazionale come martire di una democrazia ipocrita.

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