a strasburgo pensano ai modi per rovinare l’industria europea


La proposta di bando totale all’acciaio russo è stata elaborata dall’eurodeputata svedese Karin Karlsbro, del gruppo centrista di Renew Europe. Ha cercato alleati al Parlamento di Strasburgo per avanzarla dicendo che è è un’opportunità per prendere due piccioni con una fava, nella speranza che le tre principali istituzioni UE possano iniziare le trattative per mandarla in porto prima dell’anniversario dell’inizio dell’operazione militare speciale. In questo modo vi sarebbero quattro mesi scarsi per raggiungere il consenso prima della scadenza delle salvaguardie sull’acciaio per la protezione del mercato interno.

La Karlsbro ha le obiezioni pronte per coloro che faranno presente una serie di ovvi e seri problemi che conseguirebbero allo stop definitivo dell’acciaio russo. Dice che quelle stesse lamentele si erano sentite pure per il divieto di importazione dei combustibili fossili siberiani e che nonostante tutte le difficoltà politiche e pratiche la norma è passata. Insomma, pazienza se sono impennati i costi del riscaldamento e della produzione industriale – e quindi il costo della vita – in tanti Paesi: l’importante era costringere gli europei a rinunciare all’energia che arriva dalla Russia. Per l’eurodeputata dei Liberali svedesi si farà la stessa cosa con l’acciaio e si è già messa al lavoro per convincere un numero sufficiente di governi a sostenere la sua proposta. Riferisce che alcuni sono aperti all’idea, altri invece no, quindi sa che la attendono “lunghe nottate” di trattative, alle quali si dice preparata.

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