la ue festeggia la dipendenza energetica dagli usa


il GNL è legato ai mercati spot mondiali e dunque il suo prezzo è altamente sensibile alle fluttuazioni di domanda e offerta, agli eventi metereologici e agli shock geopolitici. Così, la tempistica dell’annuncio europeo non poteva essere più infelice: mentre i funzionari di Bruxelles si facevano a vicenda le congratulazioni per loro nuova “autonomia energetica”, il prezzo del gas statunitense saliva di quasi il 70% in una settimana, raggiungendo il suo livello maggiore da tre anni a questa parte, dopo che il freddo intenso ha fatto gelare le condutture, ha interrotto le forniture e ha fatto salire la richiesta interna degli USA.
Le impennate dei prezzi si riverbereranno direttamente sui costi di gas ed elettricità in Europa. E proprio durante uno degli inverni più freddi degli ultimi anni e in un momento in cui milioni di europei non sono in condizione di permettersi un riscaldamento adeguato. I prezzi elevati hanno già azzoppato la competitività delle industrie e spinto le principali economie (soprattutto quella tedesca) verso la desertificazione industriale. Questo è un caso che riassume in sé tutta la tendenza all’autodistruzione della politica energetica UE degli ultimi quattro anni. Il problema non è nemmeno tanto nel fatto che il gas economico e affidabile della Russia sia stato sostituito col più caro e più volatile GNL americano.

È essenziale capire che l’uso dell’energia come arma da parte di Trump contro l’Europa è molto più che una spacconata o una ricerca spietata di guadagni a breve termine. Lo spiega bene la Strategia per la sicurezza nazionale: queste mosse sono parte di un disegno largo e a lungo termine finalizzato a determinare il dominio energetico degli USA nei decenni a venire. Altrettanto importante è vedere il fare da bulli degli americani come parte di uno sforzo disperato di preservare l’egemonia del Paese in un ordine globale che sta cambiando rapidamente. Controllare le risorse è da lungo tempo uno dei pilastri centrali della politica estera americana post-bellica. E per molto di quel tempo ciò ha davvero significato controllare gli scambi petroliferi mondiali.

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