fragile super eu che assorbe budget e nuovi membri


Alla riunione indotta con urgenza qualche giorno fa a Bruxelles, i leader dei Paesi UE pare abbiano posato le fondamenta di un futuro impero europeo. Il britannico Telegraph riporta i commenti di alcuni funzionari presenti e delinea i passaggi principali di questa trasformazione dell’entità sovrastatale continentale. Finora davanti alle crisi più travagliate abbiamo sempre sentito la medesima risposta: “Serve più Europa!”. Adesso da slogan programmatico diventa obiettivo da perseguire a tutti i costi: cedere sovranità nazionale a Bruxelles, espandere il budget comunitario, rafforzare l’aspetto militare dell’Unione, far entrare più Paesi. Ce ne sono sei o sette che aspettano o che potrebbero essere invitati nella grande famiglia. Anzi nella nuova superpotenza, la quale dovrà tenere testa ai giganti globali che minacciano pace, democrazia e prosperità del Vecchio Continente: e gli alfieri dell’europeismo si riferiscono naturalmente agli USA, alla Cina e alla Russia.

Diventare membri dell’Unione Europa costituisce un processo che può durare decenni e richiedere riforme talvolta dolorose per i cittadini. E alla fine del percorso incombe come una scure la necessità del consenso unanime degli altri membri. Ed è chiaro che più si allarga l’Unione, più aumenta il rischio di dissidi o criticità nei rapporti fra membri attuali e potenziali. Lo vediamo oggi con l’Ucraina: nonostante gli sforzi della Commissione (che sulle evidenti insufficienze legislative e politiche di Kiev,chiude tutte e due gli occhi) ci sono Paesi come l’Ungheria che si dicono assolutamente contrari alla sua adesione. Altri governi sono tradizionalmente scettici verso l’espansione UE, tedeschi e olandesi in primis.

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