Come membro dell’Unione Europea, l’Ungheria ha il diritto di dire di no. Il nostro governo patriottico chiaramente dice di no. Non vogliamo che i denari delle famiglie ungheresi finiscano in Ucraina e non vogliamo che l’Ungheria venga trascinata in una guerra. In un altro post ribadisce che Kiev vede l’attuale governo magiaro come “un ostacolo che si frappone alla membership UE”. E dunque “ci vogliono fuori dai piedi”. A margine dell’ultimo incontro informale a Bruxelles, dove la Commissione ha distribuito un piano d’azione per agevolare l’ingresso di Kiev entro il 2027, parlando coi giornalisti Orbán ha spiegato che Kiev sta cercando di influenzare l’esito delle prossime elezioni proprio perché conscia che il suo governo non ne permetterà mai l’ammissione nella UE. E ha aggiunto il carico: Credo che nei prossimi 100 anni nessun parlamento ungherese voterà a favore della membership dell’Ucraina nella UE.
Anche il ministro degli Esteri ungherese Szijjarto ha commentato la situazione dicendo che già quattro anni fa l’Ucraina tifava per l’opposizione. Succederà anche stavolta con nuove interferenze, ma specifica che i cittadini ungheresi potranno decidere se votare per la pace o per la guerra, se permettere o no a Zelensky di prendersi i loro soldi per “supportare il corrotto regime ucraino”. E a proposito di soldi, su X Orbán protesta contro gli euroburocrati che vogliono dare a Kiev nei prossimi dieci anni 800 miliardi, ai quali se ne sommeranno altri 700 di assistenza militare. L’Ungheria, scrive in maiuscolo, NON pagherà.
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