i privati risolvono agli usa la questione del riarmo di kiev


L’accademica dell’Università di Londra Elke Schwarz, esperta di questioni belliche e politiche, parla del superamento del vecchio tabù presente in Europa sull’immoralità degli investimenti privati nel campo militare. Evidenzia altresì i rischi connessi a questo cambiamento di prospettiva. I venture capital mancano talvolta di trasparenza, per usare un eufemismo, e portano le aziende a magnificarsi per attirare nuovi investimenti. Capita che la realtà sia inferiore alle promesse, come nel caso di Helsing, start-up tedesca che ha visto quintuplicare il suo valore di mercato dopo il 2023. Eppure i suoi droni fanno spesso cilecca, riferiscono i soldati al fronte. In definitiva, chi mette i soldi non desidera che il ritorno economico si interrompa: la conseguenza logica è fatta di armi sempre più letali e di conflitti che tirano per le lunghe invece di essere terminati.

Già da qualche tempo i soldi dei privati stanno finanziando la fabbricazione di armamenti destinati all’Ucraina, soprattutto quelli prodotti dalle start-up. I dati raccolti da Dealroom e da Crunchbase riportano un aumento del 650% fra il 2022 e il 2024, La maggior parte di tali somme è elargita da investitori americani alle aziende europee sotto forma di capitali di rischio (venture capital) e di fondi di private equity. Negli USA la prevalenza degli investimenti privati è ormai assodata: si prenda come esempio la Palantir, azienda di software specializzata per la difesa, il cui valore di mercato supera quello di giganti come Lockheed Martin e Northrop Grumman.

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