Sugli acquisti di petrolio cina e india non ascoltano trump


La minaccia di Trump di imporre pesantissimi dazi e sanzioni per impedire alla Russia di vendere petrolio potrebbe cadere nel nulla. O peggio, potrebbe scardinare definitivamente l’equilibrio mondiale dei prodotti energetici. In ogni caso, i principali acquirenti quali Cina e India non rinunceranno alle forniture di energia russa, quanto meno nel breve periodo.

Fino ad ora i mercati petroliferi hanno reagito in maniera calma, forse perché consci che Trump è in tempo per cambiare idea, approccio e strategia, come già visto in passato. Uno dei freni che smorzano l’eventualità delle sanzioni secondarie è costituito dal loro effetto. Sarebbe anch’esso “secondario” nel senso di collaterale, ma assolutamente primario quanto a pericolosità: si potrebbe cioè generare nei mercati mondiali una confusione e un’instabilità tali da far saltare gli schemi predefiniti e soprattutto i prezzi. Impedire a Cina e India di approvvigionarsi di petrolio russo danneggerebbe non solo le economie dei due giganti asiatici, ma anche quelle dei moltissimi Paesi che commerciano con essi. In pratica, quasi il mondo intero. Dunque Trump per adesso può solo attendere, ben sapendo che le sue minacce non serviranno a scoraggiare Pechino e Nuova Delhi dal mantenere le proprie posizioni a proposito della Russia.

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