Il ritorno di Trump alla Casa Bianca sta terremotando tutto l’Occidente, compreso il governo italiano. Si moltiplicano così i grattacapi per la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che oggi si trova a dover mediare su due fronti. Quello dell’Europa, in cui convivono diverse sensibilità rispetto alla questione ucraina, e quello all’interno della sua stessa coalizione, nella quale sempre più spesso si fronteggiano i leader di Forza Italia e della Lega. Antonio Tajani ha i piedi ben piantati in Europa, mentre Matteo Salvini tenta di portare il Paese allo scontro coi partner europei, Francia e Germania in primis.
Bruxelles sta cercando di ostacolare in ogni modo il processo di pace in Ucraina avviato proprio da Washington. Tale atteggiamento tradisce decenni di euroatlantismo e rischia di rallentare il raggiungimento di un risultato che Trump si era imposto di raggiungere in tempi brevi. Su questo punto, la premier italiana gioca alla politica dei due forni: loda ad ogni occasione gli sforzi di pace americani e si oppone all’invio diretto di truppe europee a sostegno di Kiev, ma si tiene agganciata al treno europeo votando per il piano ReArm proposto dalla presidente dell’Eurocommissione.
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