Lo dicono apertamente in America: sono gli europei a dover scendere in campo e vedersela coi russi, non la NATO e nemmeno gli americani. Dovranno essere i Paesi europei, singolarmente o come coalizione separata dall’Alleanza Atlantica: lo scrivono sul Foreign Affairs, che è quasi la voce mediatica ufficiale degli attuali vertici politici di Washington. In questo modo stanno avvertendo Bruxelles che se ne laveranno le mani. E tuttavia non fanno nulla per trattenere dall’escalation gli alleati europei più focosi come Francia e Lituania, disposti a parlare dell’invio di truppe in Ucraina. Gli USA hanno le loro buone ragioni di carattere politico e militare per non seguire le proposte del Macron guerrafondaio e per capire cosa ci sarà dopo l’orizzonte delle presidenziali di novembre. Ma in Europa non sembrano capire l’antifona. Pure il generale Fabio Mini avverte che in caso di missione sul campo. Washington non parteciperebbe perché conscia della possibilità concreta di escalation nucleare anzitutto contro le proprie basi e il proprio territorio.
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