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Caso Savoini: la russofobia è una brutta bestia

Il Russiagate è scoppiato come una bolla di sapone tra le mani di chi l’aveva costruito ad arte per indebolire l’avversario, ma la sua fine pare non aver insegnato nulla né ai “democratici” di tutto il mondo né ai giornalisti mainstream da loro ammaestrati. Lo scandalo apparecchiato su Savoini e D’Amico, usati come veicoli di un presunto finanziamento russo alla Lega, sembra proprio l’esatta replica delle forche caudine attraverso cui hanno fatto passare Donald Trump.

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Libia, Haftar pronto per un ruolo prestigioso in un governo forte

A fronte delle notizie sui bombardamenti a Tripoli, è di stretta attualità comprendere cosa stia effettivamente avvenendo in Libia e quali soluzioni possano mettere fine alla stagione di sangue che sta vivendo la popolazione, oltre al ruolo che in questo contesto sta assumendo il generale Khalifa Haftar. Per approfondire questi temi abbiamo interpellato Andrea Foffano, saggista e docente di Sicurezza e Intelligence all’ASCE di Venezia.

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Libia, scelte Italia ostaggio dell’emergenza profughi

Dall’inizio degli scontri a Tripoli l’Oms ha dichiarato che ci sono oltre 400 morti e 2mila feriti. L’Italia storicamente ha un rapporto forte con la Libia, anche se nell’ultimo periodo la Francia ha tentato di sostituirla come sta avvenendo ora che Macron ha ribadito la sua fiducia al presidente del Governo di Accordo Nazionale libico, Fayez al-Serraj.

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Dalla Procura di Torino: revoca cittadinanza eccessiva per i foreign fighter. Siria è uno Stato legittimo

La fine della guerra in Siria pone dei seri problemi giuridici per tutti i Paesi europei che in questi anni hanno accolto i profughi provenienti proprio da quel Paese. L’UNHCR ha parlato di oltre 4 milioni di persone. A preoccupare in particolare è la gestione dei foreign terrorist fighter italiani che vorrebbero invece tornare in patria dopo aver combattuto in Siria.

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Cyber-bullismo: il rischio è punire questi reati più di un omicidio colposo

Il Governo italiano, dopo aver approvato il cosiddetto Codice Rosso, che è una giusta corsia preferenziale per contrastare la violenza sulle donne e sui minori, ha attualmente allo studio l’approvazione di nome anti-bullismo dedicate alla scuole e a Internet.